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La politica cambi le regole, non funzionano!

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PU7MKI
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La politica cambi le regole, non funzionano!

Messaggio Da PU7MKI il Lun Giu 09, 2014 10:10 am


Esistono cose che importano poco al popolo. Nessuno sosterra’ un partito perchè gli mettiamo davanti una faccia ovvero un’altra.

La gente, vuole sentire parlare di cose importanti, come: economia, lavoro, sicurezza e via dicendo.
L’attuale politica dovrebbe riconoscere di aver fallito. La passione per la politica non prospera in Italia e nemmeno si mantiene stabile: è in decadenza.
Lenta, generazionale, ma in decadenza.
Ed è un fallimento. Ora non è che si può dire “non è colpa di nessuno”. L’intera pluridecennale gestione dell’apparato politico ha evidentemente presentato delle falle.
Ha evidentemente fatto errori ed il risultato è l’attuale demagogia politica che ancora parla di popolo, al limite al popolo (quel poco che gli da retta) ma mai ascoltando il popolo.
La repubblica è oggettivamente presente (non più oggettivamente forte, ma è presente e, che lo si voglia o meno, occupa empiricamente uno spazio e non può essere elusa) e si sta suicidando, insieme all’attuale politica.
A molti, a troppi, quel che fa’ comodo è mantenere quel proprio piccolo feudo di pseudo-potere all’italiana, ovvero il sentirsi definire “capo” o “presidente” da dieci, cento, mille o imprecisato numero di persone.
Non è una logica difficile ed è quella con la quale il fascismo ebbe successo. Infatti il fascismo comprese che all’italiano non importa esattamente nulla dell’Italia: quello che si vuole è un grado ed un sottoposto ed ecco che fioccarono per ogni cosa, persino per quello che noi chiamiamo oggi “amministratore di condominio”, una uniforme ed un briciolo di potere.
E’ per quel briciolo che gli italiani ucciderebbero e non, paradossalmente, per tutta la torta.
Lo stesso vale per le innumerevoli sigle e siglette di partiti, movimenti ed associazioni.
Non vi è niente di più importante di essere “presidente di….”, “rappresentante provinciale di….” socio tesserato ..e quant’altro.
Ecco l’Italia. No, non è quella romantica dei campi di battaglia del 1848 e del 1859 (che comunque profumavano di gloria solo sulla carta, come tutti i campi di battaglia che nella realtà puzzano di fango, sangue e morte), ma è l’Italia fatta da gente che comprende l’equazione: “vedere cammello, dare moneta”.
Ecco, noi siamo il cammello che dobbiamo fargli vedere ed è un cammello che è fatto appunto di proposte economiche, sociali, e quant’altro. Finora abbiamo cavillato sul numero di gobbe.
Bisognerebbe, quindi, risvegliare le coscienze con l’informazione, la propaganda e soprattutto un programma persuasivo.
La politica, se vorra’ sopravvivere, dovra' spogliarsi dei privilegi usurpati alla Monarchia, alla quale, indegnamente, si e’ sostituita.
La politica pensi a servire il Paese, da loro semidistrutto.Poi, con onesta’, si facciano leggi severe e non piu’ di partito.
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