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Qualche pilota di aerei di linea, comunica con i radioamatori

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Re: Qualche pilota di aerei di linea, comunica con i radioamatori

Messaggio Da IK7TAB il Gio Dic 28, 2017 11:23 am



IMAGINE: RCP - AIRBUS A/319 - A/320 - A/321

Non vi è nessuna regola Internazionale che vieta l'utilizzo del nominativo radioamatoriale a bordo di aeromobili.
Purtroppo certi Stati ( tra cui il nostro ) vietano questo. Non si può utilizzare il nominativo italiano a bordo di aeromobili.
Non si può utilizzare un qualsiasi nominativo radioamatoriale a bordo di aeromobili registrati in Italia.
Negli Operation Manual che ho avuto modo di leggere e studiare finora non ho mai trovato una limitazione del genere, anche perchè spesso le HF  o non li utilizziamo oppure le teniamo silenziate in quanto abbiamo il SELCAL.
Tutti gli A/M avente un certo peso e un certo range devono essere equipaggiati con HF, che generalmente sono Rockwell Collins con RCP ( Radio Control Panel ) Honeywell.
Quando commutiamo in HF di Default la radio va in USB  ma è possibile utilizzare anche l'AM premendo solo il pulsantino.
Valter Ik7tab.


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Re: Qualche pilota di aerei di linea, comunica con i radioamatori

Messaggio Da IK7TAB il Gio Dic 28, 2017 11:08 am



PH9HB/AM IL CAPITANO PILOTA JERRY VAN DER GOOST

Questa che vi sto per scrivere è un altra storia per farvi capire che un radioamatore può collegare un pilota di un aereo di linea con scambio di QSL.
" Buonasera a tutti colleghi radioamatori. Ieri ho collegato per la prima volta effettuando un QSO con una stazione che si trovava nei cieli e attraversava Marsiglia, ma a 11.600 metri di altitudine.
Si trattava di PH9HB/AM, il Capitano Pilota Jerry Van Der Goot a bordo di un Boing 737 in viaggio da Endhoven a Ibiza. 
Il collegamento è stato molto interessante, Jerry mi ha fornito le caratteristiche della stazione radio composta da un RTX Collins HF S900 con PWR di 400 W e una antenna Shunt situata nella coda dell'aereo.
Sono riuscito ad effettuare qualche prova con l'antenna a diversa polarizzazione grazie alla cortesia di Jerry.
Devo dire che è stato veramente piacevole, anche perchè credevo che la norma contenuta nell'Art.134 del Codice delle Comunicazioni, circa il divieto di utilizzo delle nostre radio a bordo di un mezzo aereo, fosse di applicazione internazionale.
A questo punto credevo male la QSL parla chiaro ed è quella che ho inserito.
Un cordiale saluto 73 de Valter Ik7tab.


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Re: Qualche pilota di aerei di linea, comunica con i radioamatori

Messaggio Da IK7TAB il Gio Dic 28, 2017 10:40 am



AERONAUTICAL INFORMATION PUBLICATION

Sugli aerei di linea, sono installati dei sistemi di comunicazioni HF  indipendenti chiamati HF  L ( left ) e HF R ( right ) ogni radio HF può essere sintonizzata tramite pannello radio.
Entrambe le radio usano un antenna in comune.
Ogni sistema ha una ricetrasmittente nel compartimento dell'avionica, il sintonizzatore e l'antenna nella deriva sotto il sistema VOR, il range di utilizzo va da 2,8 a 24 Mhz.
Valter Ik7tab.


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Re: Qualche pilota di aerei di linea, comunica con i radioamatori

Messaggio Da IK7TAB il Gio Dic 28, 2017 10:33 am



I SEGRETI DEL VOLO DI LINEA

Le onde radio VHF  si propagano solo in linea retta e sono fermate da qualunque ostacolo interposto tra la stazione emittente e quella ricevente compresa la curvatura terrestre, la distanza alla quale è possibile comunicare dipende anche dall'orografia del terreno e dall'altezza alla quale gli aerei si trovano in volo.
Dall'altezza della tropopausa in atmosfera standard ( 36.000 piedi ), un aereo può comunicare con le stazioni a terra fino a una distanza di circa 430 chilometri.
La distanza diminuisce poi progressivamente, fino a ridursi a poche decine di chilometri.
Quando l'aereo si trova a ( 1000 piedi ) di quota ( purchè non ha interposizione di rilievi di terreno a bloccare il cammino delle onde ).
Come ho già detto, la curvatura terrestre rende pertanto impossibile l'impiego delle onde VHF  per comunicazioni lungo le rotte oceaniche che coprono distanze di parecchie migliaia di chilometri il problema viene risolto impiegando le onde HF ( Onde Corte ), che sappiamo già che si possono programmare a grandi distanze, grazie alla riflessione da esse subite incontrando gli strati ionizzati (Riflessione Ionosferica).
Gli aerei impiegati sulle rotte oceaniche sono pertanto equipaggiati con apparati radiotrasmittenti sia VHF che HF: usano i primi durante la partenza e il primo tratto di rotta fino ad alcune centinaia di chilometri oltre la costa; da qui cominciano a impiegare gli apparati HF di cui si avvalgono fino al punto in cui raggiungono di nuovo la portata ottica con le stazioni del continente a cui si stanno avvicinando, con le quali riprendono le comunicazioni VHF.
Dato che sugli oceani anche i segnali dei radiofari subiscono la stessa sorte, la navigazione viene condotta con le piattaforme inerziali e con sistemi satellitari.
Valter Ik7tab.


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Re: Qualche pilota di aerei di linea, comunica con i radioamatori

Messaggio Da IK7TAB il Mer Dic 27, 2017 6:29 am



per non perdere il controllo del volo

atc, air traffic control

e' un mondo affascinante quello del trasporto aereo civile, è un meccanismo fatto di procedure rigorose, norme severe, con un piccolo margine all'improvvisazione del pilota, legata a situazioni imprevedibili ( maltempo, piccoli guasti ).
Dal punto di vista radiofonico, il monitoraggio del traffico civile terra - aria in banda vhf, utilizzata su scala nazionale o continentale, è moto divertente e istruttivo e per una volta risiede in una grande città aiuta, poichè la presenza di aeroporti importanti moltiplica le possibilità di ascoltare insieme agli aerei in volo, anche le frequenze delle torri.
Ci sono diverse fasi di un volo che richiedono diversi livelli di supporto da parte del controllore. Alcune fasi si svolgono a terra, prima dell'accesso alla pista e del decollo.
 Poi c'è una fase di salita e accesso alle quote e ai corridoi di crociera ( forse non lo sapete ma gli aerei percorrono rotte estremamente precise, quasi come su una immaginaria rete stradale su più livelli ).
 La terza parte del viaggio è la meno ricca di avvenimenti, con le uniche fasi di transizione riservate ai voli più lunghi, quelli che attraversano due o più zone di competenza dei radar regionali. Infine c'è il momento più complicato, quello dell'avvicinamento all'aeroporto di destinazione, la manovra di atterraggio e il raggiungimento della piazzola di parcheggio o del " link ", il ponte estendibile che porta direttamente all'aerostazione.
Se volete farvi un'idea molto precisa di tutte queste fasi, andate sul sito dell'enav, l'autorità del controllo aereo, dove troverete una formidabile animazione grafica e sonora. La parte centrale, detta di crociera, può essere monitorata da entrambi i punti di vista, quello del pilota e quello del controllore, anche in alcune aree non necessariamente vicine a un aeroporto.
Questo perché certe frequenze radar regionali prevedono dei ripetitori a terra, indispensabili per raggiungere velivoli molto distanti dall'aeroporto di riferimento e quindi difficili da raggiungere su frequenze a portata rigorosamente ottica ( il traffico radio si svolge su frequenze comprese tra i 118 e i 136 mhz, in modulazione di ampiezza ). 
Mentre le frequenze radio usate in fase di salita o approccio ( approach ) si possono sentire - almeno per la parte terrestre - solo entro un breve raggio intorno alle torri, o con un pizzico di fortuna durante le aperture in e sporadico.
Ma dove si trovano queste frequenze? In realtà basta un piccolo scanner capace di esplorare lo spettro compreso tra le due frequenze summenzionate per individuare quelle più comuni nella vostra area.  
Almeno qualche aereo in volo lo si becca. Per monitorare il traffico da terra bisogna avere un'idea di quali frequenze vengono assegnate ai vari servizi e aeroporti. Ancora una volta, si può andare sul sito dell'enav, nell'area riservata aip, aeronautical information publication.
 Qui è indispensabile registrarsi con nome e cognome e i propri estremi professionali. Una volta registrati sarà possibile accedere ai documenti informativi in pdf.
 In particolare ci interesseranno alcuni documenti della sezione enr ( en route ) 2, 4 ( radiofari, ma attenti alle informazioni non aggiornate ), enr 6 ( mappe ) e la sezione aga ( aerodromes and airports ) 2 e 3.
 E' in quest'ultima che si trovano tutte le schede sui grandi ( aga2 ) e piccoli ( aga3 ) aeroporti italiani; in ciascuna scheda si devono cercare le rispettive sezioni ats ( air traffic services ).
 I documenti enr2 spiegano come sono strutturati le spazi aerei nazionali nelle diverse aree di competenza dei principali radar aeroportuali. Tutte queste pubblicazioni vengono messe a disposizione dall'enav in via telematica ma capirete che non è per niente il caso di rivelare qui certe informazioni. 
Inoltre, ricordiamo sempre che il traffico radio del controllo aereo non è pubblico e che non è opportuno divulgare i contenuti delle trasmissioni. 
Occorre comportarsi in modo responsabile, anche quando ci si limita ad ascoltare. Figuriamoci a produrre interferenze, come a volte capita con certi impianti di radio private  tra 108 e 116 mhz, molto vicino allo spettro dell'fm, ci sono anche importanti dispositivi per il volo strumentale.
E a proposito di volo strumentale, l'amico aldo - deposti per un attimo saldatore e circuiti - mi segnala una bella pagina con molte spiegazioni sulle procedure della radionavigazione aerea, che può aiutare a comprendere meglio il gergo utilizzato da piloti e controllori.
Valter ik7tab.


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Qualche pilota di aerei di linea, comunica con i radioamatori

Messaggio Da IK7TAB il Mar Dic 26, 2017 7:59 am





Gli aerei di linea di solito comunicano con le torri di controllo e coordinamento attraverso frequenze VHF, ma quando essi si allontanano per le traversate atlantiche o dell'oceano pacifico, poichè le radio VHF sono fuori copertura, usano frequenze HF.
Di solito i piloti di aerei di linea... a bordo hanno anche apparati HF che vengono utilizzati per comunicazioni durante i voli intercontinentali.
Che gli aerei di linea abbiano gli apparati HF questo è del tutto normale " vedi il post che ho aggiunto ".
Vi era un periodo che in 20 Metri quasi ogni giorno si sentiva un Italiano, pilota di aerei, che effettuano QSO  a 14.160/180 MHz.
Faceva parte della compagnia degli Emirati Arabi o forse era il pilota di uno sceicco, fatto sta comunque che era quasi sempre presente in 20 Metri.
Ma non era il solo, in quanto tanti altri piloti, che per ammazzare il tempo, facevano una capatina sulle bande a noi assegnate.
Vi posso garantire che scambiano QSL per i rapporti radio. Di solito le norme vigenti italiane vietano espressamente le trasmissioni radioamatoriali verso Mobile/Aereo.
Ma è sempre cosi'? Vi sono anche trasmissioni in AM  vedi il volo " GMI6010 ", DA DUSSELDORF ( GERMANIA ) a Malatya ( Turchia ) al momento del QSO si trovava in volo a NE  di Istambul, sul Mar Nero quindi puntando l'antenna nella direzione del volo si aveva subito la risposta del pilota con un buon rapporto e la promessa di uno scambio di QSL.
Adesso vi dirò una verità: se l'aereo si trova dove è stato " immatricolato ", in un aereo British che voli sopra Pisa, se in UK, non in Italia, le leggi vigenti sono quelle inglesi, non quelle italiane.
Quindi un OM  italiano che ha i permessi di operare in AM, su di un aereo non italiano, se in quel paese è permesso trasmettere in AM può benissimo trasmettere quando è sopra il nostro paese... cosi' come può usare 1,5 Kw se trasmette dagli USA con regolare licenza USA Ecc.
Valter Ik7tab


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Qualche pilota di aerei di linea, comunica con i radioamatori

Messaggio Da PU7MKI il Mar Dic 26, 2017 7:31 am

A cura di Valter Padovano, IK7TAB
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